In campagna, tra silenzi e pennellate, un ragazzo con una maglietta con una scritta “Toy Machine” tornava ogni giorno. Curioso, seguiva l’evoluzione di quella macchia di colore, strato dopo strato. Il quadro cresceva come un intreccio di emozioni sovrapposte. Un incontro semplice, eppure carico di senso, custodito sulla tela.